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[dal Corriere Fiorentino] La partita della svolta

Il dibattito sul futuro della sinistra in Italia ha ormai una lunga storia, fatta di invocazioni a salvifiche unità, annosi confronti sull’identità socialdemocratica fino alle questioni lessicali sul centrosinistra col trattino o meno. Un dibattito senza dubbio formativo sul piano storico-politico, ma che ad oggi non ha sciolto alcuno dei nodi del difficile rapporto tra la sinistra italiana e la modernità. E il centrodestra ringrazia.

S’inserisce in questo quadro il primo congresso di Sinistra, Ecologia e Libertà che si sta tenendo a Firenze. Il carisma e l’appeal mediatico di Nichi Vendola, oltre ai suoi successi elettorali in Puglia, sono il collante di una formazione che non ha rappresentanza parlamentare. Azzeccatissime le sue campagne elettorali per le primarie del centrosinistra pugliese nel 2005 e nel 2010. Brillante la gestione della sua immagine di comunista eretico, cattolico, omosessuale senza complessi. Viene lodata la sua ars oratoria, la capacità di raccontare al paese le sue stesse vicende con la capacità di spiazzare e sedurre. Con un filo di perfidia qualcuno l’ha ribattezzato “il favoliere delle Puglie”. Eppure a lui guardano con interesse tanti che chiedono alla sinistra di avere un’idea di società. La mitica “idea di società”, la pietra filosofale della politica, o meglio forse, del politichese.

Ricordo uno dei primi interventi di Bersani come neosegretario del Partito Democratico, che parlando di riforme sosteneva che prima di avanzare proposte il PD doveva chiarire la propria idea di società. Ebbene, che cosa, se non le proposte che un partito avanza, può dire quale sia la sua “idea di società”? Che cosa, se non gli obiettivi politici che si assegnano al proprio agire raccontano un’idea di società a cui si tende? Ecco, forse per iniziare a sciogliere qualcuno dei nodi della sinistra italiana sarebbe bene iniziare dagli obiettivi, che se ben chiari e definiti sono il migliore degli strumenti narrativi in mano alla politica.

Su questo fronte dovrà essere misurato il valore di ciò che verrà dal Congresso di Sel, per valutare quanto di davvero nuovo e moderno per la sinistra italiana sia possibile ravvisare negli obiettivi, possibilmente realizzabili, che propone al paese. Allo stesso modo, e pare che Renzi l’abbia capito a giudicare da quanto annuncia sul web, anche l’assemblea dei rottamatori che si terrà a novembre dovrà andare oltre il dito puntato contro i ritenuti responsabili di tanti fallimenti. Spostarlo dall’indicare Bersani e Franceschini e puntarlo verso orizzonti più appassionanti. Uscire dal guado è possibile se qualcuno ha la forza d’indicare una strada, convincere e farsi seguire.

dal Corriere Fiorentino di Sabato 23 Ottobre

Pubblicato il 25/10/2010 alle 10.14 nella rubrica Italia.

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