.
Annunci online

politica interna
23 marzo 2009
[Labouratorio n.46] La Sinistra, la Libertà e il paradosso dell’Ornitorinco

Ebbene, adesso che la nuova lista per le europee Sinistra e Libertà e’ venuta alla luce, anche per Labouratorio è venuto il momento di uscire allo scoperto. Ora noi, più o meno, siamo di sinistra e la libertà ci garba parecchio, quindi bene per il titolo. Il simbolo potrebbe sembrare un po’ squacquero, ma non ne facciamo un dramma, del resto è stato pensato anche per evitare di raccogliere le firme per la presentazione delle liste. Vada dunque anche per il simbolo.

Veniamo però alla parte seria della faccenda: politica e politiche. Non saremo noi a nasconderci dietro un dito: la corsa ad un’intesa fra forze politicamente non omogenee è il risultato di un’infame modifica alla legge elettorale per le Europee, fatta a pochi mesi dalle elezioni con il concorso dell’intero “partito unico dell’illegalità”, come direbbe Pannella. Dato quindi per assodato, ancora una volta, il criterio della necessità vediamo però cosa c’è oltre e se vale la pena condividere e sostenere questa curiosa macedonia. Noi ci schieriamo ideologicamente(!), ma siccome siamo persone ragionevoli (e poi non possiamo chiudere così l’editoriale), vi dimostreremo in maniera inconfutabile l’intima necessità per ciascuno di noi, più o meno socialisti, più o meno laici e liberali, più o meno libertari, di sostenere Sinistra e Libertà. Lo faremo ricorrendo al paradosso dell’ornitorinco: noi diciamo che questo cartello elettorale non ci piace e per questo ci convince, da cui deriva l’ovvia conseguenza che ci piace perché non ci convince.

A noi questo non cartello non ci piace perché non ha coerenza politica né in Italia né in Europa, perché unisce forze che in molti casi hanno non solo posizioni, ma anche letture diverse non solo di come si risolvono le questioni amministrative del comune di Scandicci, ma anche di come debba essere governato lo sviluppo mondiale! Si intrecciano storie, recenti e passate, diverse e distinte quando non antagoniste. Ma allora perché dovrebbe convincerci? Ci convince proprio nel momento in cui queste cosette sgradevoli qua sopra ce le diciamo apertamente fra noi. Ci convince al momento in cui evitiamo di fare come democristiani e comunisti che si son messi insieme, addirittura per fondare un partito unico, senza nemmeno approfittare del momento del confronto per fare i conti ciascuno innanzitutto con la propria storia. E allora ecco perché ci piace sognare questo incontro come un’occasione per ciascuno di coloro che vi parteciperanno. Un’occasione per misurare se stessi nel confronto con chi magari non ci è nemmeno così vicino come la geometria spiccia della politica potrebbe far credere. Ma allora ecco anche perché questo progetto non ci convince più, perché per superare quei limiti in nome dei quali dicevamo all’inizio che questo cartello non ci piace, servirebbero classi dirigenti attrezzate allo scopo. Attrezzate culturalmente, e ancor prima intimamente pronte, a cogliere l’occasione che questo tentativo potrebbe offrire. Noi siamo scettici che vi sia una diffusa coscienza del fatto che questo “cartello elettorale” potrebbe diventare qualcosa di più. Chi scrive ricorda ancora molto bene quanto deludente è stata l’occasione persa con il “soggetto nuovo” della Rosa nel Pugno e pertanto non è disposto a farsi illusioni di sorta.

Siamo però disposti ad aprire questo spazio per fare ciò che non crediamo faranno altri: discutere, dibattere, conoscerci e ri-conoscerci, scazzarci, mandarci cordialmente e vicendevolmente a quel paese se servirà. Fra socialisti e sinistrati, fra liberali e libertari, fra ambientalisti e sviluppisti, fra isti post-isti … e chissà che alla fine non si possa scoprire che non siamo così lontani come ci dipingono e ci dipingiamo.

Aggiungiamo un ultimo motivo a sostegno delle ragioni del confronto: la profonda crisi finanziaria, economica e sociale che stiamo vivendo, pur senza essere inutilmente catastrofisti, sta rimodellando i confini ideali entro cui leggere lo sviluppo globale. Nella sua dolorosa tragicità anche questa crisi è un momento d’opportunità politica e culturale per chi avesse voglia cercare nuovi strumenti per leggere un mondo in cambiamento. Secondo noi vale la pena, con molta umiltà, provarci.

Labouratorio apre il dibattito e dice serenamente, ma con doveroso scetticismo laico, di stare con Sinistra e Libertà … o meglio, di stare a Sinistra con Libertà.

SOMMARIO N°45

LAVORO
6 giugno 2008
[Pubblica Amministrazione] Perchè a sinistra si deve raccogliere la sfida dell'efficienza


Perchè sostenere la battaglia del ministro Renato Brunetta sulla riforma della pubblica amministrazione, magari anche con piglio critico, ma condividendone lo spirito?
Per me è facile. Ho avuto l'onore di collaborare nella scorsa legislatura con Lanfranco Turci, il deputato che ha portato avanti la proposta di legge elaborata dai professori Ichino e Mattarella per l'istituzione di una Authority sul pubblico impiego.

Più in generale, però, ritengo che - specie a sinistra - sia necessario affrontare tale questione con spirito "radicalmente nuovo", a partire dal superamento di posizioni come quelle che sostengono: "la P.A. NON PUO' essere efficiente". Si tratta di un'impostazione superata da tempo.
Oltretutto - in maniera nient'affatto paradossale - la formulazione del pensiero che sta dietro a tale presa di posizione è figlia di uno dei padri del liberalismo del XX Secolo, tale Ludwig Von Mises, che nell'opera chiamato appunto "Burocrazia" scriveva:
"E' illusione diffusa che l'efficienza degli uffici governativi possa essere migliorata da esperti di management o dai loro metodi di gestione scientifica [...] Nessuna riforma può eliminare la natura burocratica dell'Amministrazione statale. E' inutile prendersela con le sue lungaggini e la sua inefficienza".

Da qui discendeva l'assunto per cui "la migliore amministrazione è nessuna amministrazione". Oggi anche il pensiero liberista che su quella matrice costruiva la propria riflessione ha cambiato per gran parte il senso della propria riflessione. E' curioso che invece quell'assunto di fondo sull'irriformabilità della burocrazia venga ripresa oggi da tutt'altra sponda!
Ma in fondo paradossale non lo è poi nemmeno troppo. Del resto è un modo di impostare la discussione che apre parecchi spiragli all'immobilismo, alla retorica del "è inutile sbattersi, tanto c'è poco da fare".
Varrebbe invece la pena considerare che le organizzazioni pubbliche spesso presentano livelli di inefficienza anche quando operano all'interno di un sistema di mercato, come dimostra l'esperienza delle imprese a partecipazione statale.

Non è nemmeno questo però, che deve essere sottolineato prioritariamente. Quel che deve essere sottolineato prioritariamente è che mentre nell'impresa privata il soggetto titolare dei diritti di controllo coincide con il soggetto che sopporta i rischi dell'impresa stessa, nelle organizzazioni pubbliche ciò non accade.
Dato per buono questo, però, si può intendere come la vera differenza - Ichino lo spiega bene, ma ci sono anche altri testi utili - tra pubblico e privato, tra Stato e mercato, non è nella natura del bene (pubblico o privato) prodotto - basti pensare ai casi di beni pubblici prodotti dal mercato e di beni privati prodotti dallo Stato - ma nell'aspetto di incentivi che caratterizza i due sistemi.

Chiedere che anche nel settore pubblico vi siano incentivi e sanzioni che responsabilizzino coloro che vi operano non è una bestemmia liberista. Tutt'altro!!!
La convinzione di fondo, infatti, non è solo che la pubblica amministrazione sia necessaria, ma che possa addirittura essere fattore di sviluppo e crescita, specie per quelle zone più disagiate, dove invece, purtroppo, la spesa pubblica e la P.A sono solo fonte di ulteriore parassitismo.
sfoglia
febbraio        aprile

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
Oscar Wilde

Un grande libro

mailme@: tommasociuffoletti-at-gmail.com




Add to Technorati Favorites

Locations of visitors to this page


San Giovanni delle Contee Online
... un blog bucolico!


Tommaso Ino Ciuffoletti

Crea il tuo badge

Visualizza il profilo di Tommaso Ciuffoletti su LinkedIn