.
Annunci online

politica interna
26 novembre 2012
[Comunicato PRimarie] Nr. 6
Vendola è quello più in difficoltà. Altro che ago della bilancia.
Fuori dalla coalizione si agitano sindaci e moralizzatori che stanotte han festeggiato il suo basso risultato.
Da oggi si apre la partita più difficile per il governatore della Puglia.
politica interna
26 novembre 2012
[Comunicato PRimarie] Nr. 4
Matteo Renzi, non dire che sei di sinistra perchè hai vinto nelle regioni rosse.
Quel dato non serve a dimostrare che tu sei di sinistra. Serve a dimostrare quanto la gente sia stanca dell'apparato e delle sue incrostazioni.

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. matteo renzi primarie del centrosinistra

permalink | inviato da inoz il 26/11/2012 alle 14:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
politica interna
2 novembre 2012
[dal Corriere Fiorentino] Le primarie, Renzi ... Taricone e la Santanchè
Esercizio per le teste d'uovo del Pd: definire in due righe «elettore di centrosinistra». Chi ha votato almeno una volta per un partito di centrosinistra? Definire allora «centrosinistra». L'Italia dei Valori è un partito di centrosinistra? A sentire l'ultimo Bersani si direbbe di no. Allora è elettore di centrosinistra chi voterà centrosinistra a prescindere dall'esito delle primarie? Se così fosse allora è il concetto di «politica» a dover essere ridefinito. Perché il paradosso e l'ipocrisia del dibattito sulle regole per le primarie del centrosinistra sta proprio nel prescindere dal fatto che «il problema è politico» (come si diceva un tempo nelle case del popolo). Se queste primarie hanno un merito, è quello di porre per la prima volta sul tavolo nazionale del centrosinistra una serie di opzioni tra loro realmente alternative. Non sono le primarie di Prodi, tanto per essere chiari. E non solo perché si tratta di una sfida vera in termini elettorali, ma perché i contendenti sono portatori di proposte politiche che, al di là dei giochini retorici, sono diverse e tra loro sinceramente alternative. Ed è proprio questa la forza e la novità di questa competizione elettorale.
Sbaglia chi crede che ci sia solo una competizione tra personalità diverse, stavolta ci sono opzioni vere e distinte tra cui scegliere. E su questo, senza timore d'esser tacciati volgarmente di «renzismo», si deve riconoscere al sindaco di Firenze di aver saputo dar voce a istanze non nuove dentro il suo schieramento, ma proposte per la prima volta con la possibilità di diventare maggioritarie.
Sbaglia chi non riesce a vedere in questa sfida un'opportunità per il centrosinistra. Perché è vero che le primarie sono un format politico-mediatico con regole proprie, ancora nuove per il sistema italiano. Così come è vero che Renzi spiazza perché è un interprete brillante di questo format dato che a differenza dei politici tradizionali, che considerano il riflesso mediatico del loro agire politico, lui considera il riflesso politico del proprio agire mediatico (non è un gioco di parole, ma una questione fondamentale). Però all'interno di questo format la politica c'è, in modo evidente. Per questo sono convinto che, tanto più in una fase in cui l'astensione è una prospettiva di (non) scelta per tanti elettori, il centrosinistra dovrebbe investire sulla forza attrattiva di questa competizione, invece di scoraggiare il voto degli italiani (soprattutto se simpatizzanti di Renzi...), nononostante l'ammonimento delle elezioni siciliane.
P.S. Per capire quanto sia decisivo l'elemento «politica» all'interno del format primarie si pensi per un attimo alle possibili primarie del centrodestra. Il vuoto del dibattito su cui si vanno annunciando rischia di farle assomigliare a un format che rimarrebbe soltanto mediatico, stile Grande Fratello. Ma Taricone era molto più interessante della Santanché.
politica interna
30 ottobre 2012
[Sfiga e doppi cognomi] Toccati Matteino! Toccati!
Già venerdì sera al Mandela Forum mi era sembrato in netto calo d'argomenti. Con la sua menata retorica e vacua su Firenze, la bellezza e altre banalità che quando le tratta mi fa cascare le braccia.
Ma adesso MATTEO RENZI E' MORTO politicam
ente.
Il PIU' GRANDE MENAGRAMO della storia politica italiana (uno in grado di battere Scalfari al fotofinish) ha detto che voterà per lui.
PAOLO FLORES D'ARCAIS uno che quando attraversa la strada i gatti neri si toccano le palle.
Matteo mi dispiace. Game over.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/28/matteo-renzi-e-pessimo-quindi-votero/396340/
politica interna
26 ottobre 2012
[Silvio rimembri ancor ..] Delle differenze decisive tra Matteo e i suoi
La differenza tra Renzi e i suoi competitorz è che loro
considerano il riflesso mediatico del loro agire politico.
Lui, che è un passo avanti,
considera il riflesso politico del suo agire mediatico.
E' una differenza decisiva.
politica interna
17 ottobre 2012
[Non importa essere renziani] Ogni giorno un renziano si sveglia
Ogni giorno un renziano si sveglia.
E sa che dovrà trovare voti per PierMatteo.
Poi legge un'Ansa di Fassina, un editoriale dell'Unità e uno status di Facebook di Enrico Rossi.
E si rimette a dormire.
Sereno.
10 ottobre 2012
[dal Corriere Fiorentino] Un marziano alle primarie

Siete il celebre marziano di Flaiano. Sbarcate in Italia, sentite un comizio di Vendola, leggete un’agenzia di Fassina e subito v’immaginate di essere in una terra malata di un morbo chiamato liberismo. Se per curiosità andate a leggervi cosa sia questo liberismo potreste farvi l’idea che l’Italia sia una terra dove il mercato regna sovrano, anzi tiranneggia, su ogni altra istituzione, la competizione è sfrenata in ogni ambito produttivo e lo Stato è ridotto ad uno snello controllore di pochissime regole.

Bisognerebbe che qualcuno, prendendovi amorevolmente sottobraccio, vi spiegasse che non è esattamente così e dei tanti problemi che affliggono questo paese - dall’evasione fiscale al familismo amorale, dal clientelismo alle degenerazioni del capitalismo di relazione, dall’inefficienza della pubblica amministrazione alle arretratezze culturali dei sindacati – il liberismo non è certo il più pressante. Con buona pace dei capi di quella che in questo paese chiamiamo sinistra.

Fuor di battuta, Vendola ha fatto la sua “discesa in campo” nel modo più ovvio: “Renzi sta a destra, Bersani al centro, io mi metto a sinistra”. E per ribadirlo ha attaccato il sindaco di Firenze dandogli del destro e quindi del “liberista”. Se esiste un modo vecchio di concepire la politica è esattamente questo.

Il dirigente del Pd, Stefano Fassina invece, ha compiuto un testacoda avvincente, dato che fino a ieri ha dato anch’egli del liberista a Renzi, salvo poi denunciare ieri che lo stesso Renzi copia il programma del Pd. E allora delle due l’una: o il programma del Pd l’ha scritto un liberista e quindi quel liberista di Renzi lo copia, oppure Renzi non è quello scellerato fanatico del mercato che egli ha dipinto fino all’altro ieri. Tertium non datur dicevano i latini.

Ma a Renzi, oggi, non in nome del liberismo, ma della credibilità come leader, spetterebbe dire una parola sulla questione del Ddl Damiano (Cesare, lo stesso dell’abolizione dello scalone Maroni) sugli esodati. Perché si tratta di un provvedimento proposto in clima da campagna elettorale (e non è un caso che in Commissione Lavoro l’abbiano votato all’unanimità), che manca in modo eclatante di una credibile copertura finanziaria a fronte di un onere che rischia di superare i 30 miliardi di euro e se è vero che il governo ha commesso degli errori, anche gravi, ai tempi della riforma Fornero (votata peraltro dagli stessi che hanno votato il ddl Damiano) non è con provvedimenti senza copertura che questi verranno risolti. Da rottamare non è il presunto liberismo di Renzi, ma l’irresponsabilità di una classe politica che come da tradizione non è mai tanto compatta come quando si tratta di spendere e promettere sotto campagna elettorale.

dal Corriere Fiorentino di mercoledì 10 ottobre

politica interna
28 settembre 2012
[dal Corriere Fiorentino] Il debito della sinistra
Dicono i critici della questione generazionale in politica che ciò che conta non sia l'età, ma le capacità. È un buon argomento. A cui però s'accompagna una nota a margine non trascurabile. Quella per cui chi giudicato come incapace debba essere sostituito da altri. Questo in politica, e più in generale nell'Italia retta dalle relazioni più che dalle competenze, non succede. Basti considerare le penose vicende della Regione Lazio e la lentezza con cui la sua classe dirigente sta togliendo il disturbo.

Per questo Matteo Renzi ha buon gioco nell'usare la rottamazione per animare la propria campagna elettorale al grido di «due mandati e poi a casa». Un criterio oggettivo e valido per tutti per imporre quel ricambio che per via ordinaria non si riesce ad ottenere. Si tratta di una soluzione assai discutibile perché non riconosce meriti e demeriti, ma che pure piace molto ad elettori sempre più distanti, per non dire nauseati, dalla politica e dai partiti.

Ciò che però rappresenta un ulteriore, e ritengo ben più importante, ragione a favore della questione generazionale sollevata da Renzi è quella relativa alla salvaguardia degli interessi di una generazione senza rappresentanza. Quella, per intenderci, che il presidente del Consiglio Monti ha chiamato una «generazione perduta che paga le conseguenze gravissime della scarsa lungimiranza di chi non ha onorato il dovere di impegnarsi per loro».
Una generazione che si è affacciata alla realtà scoprendo che il proprio futuro era già stato dato in pegno da altri. Consumato a debito. Renzi è uno dei pochi che sta ponendo tale questione nel campo di una sinistra italiana che ancora ragiona di redistribuzione della ricchezza prescindendo completamente da criteri di «giustizia sociale» intergenerazionale.

Una sinistra talmente invecchiata nella propria lettura del presente da non concepire che il ricorso al debito pubblico significa vendere il futuro di chi verrà. Del resto «chi verrà» non ha sindacati di categoria ed è sempre il soggetto più debole nel campo della rappresentanza delle istanze sociali. Se Renzi, a cui di recente abbiamo sentito usare argomenti che spesso abbiamo usato anche su queste pagine (come la questione dell'abolizione dello scalone Maroni, costato dieci miliardi di euro), riuscirà a farsi portatore credibile di queste istanze, allora la sua battaglia politica potrà assumere un valore ed una portata di ben altro rilievo che non la mera conquista della leadership.

dal Corriere Fiorentino di venerdì 28 settembre
politica interna
13 settembre 2012
[Intercettazioni] La verità su Renzi
... ad oggi la sua [di Matteo Renzi] utilità reale è quella di scongiurare l'ipotesi di un governo Bersani. Non so se l'avete capito.
Renzi serve a scon
giurare l'ipotesi nefasta per il paese di un governo Bersani in accompagnata con Vendola. In questo la funzione di Renzi è realmente salvifica. Solo che finita questa funzione Renzi non ha altro campo immediato davanti a sè. Non so se vi è chiaro.
Ecco il punto che dovete mettervi in testa è questo.
Ma se Matteo è così sveglio che con un colpo di mano riesce a mettersi nel taschino la realtà delle cose io allora gli faccio tanto di cappello.
Poi però mi ritiro a meditare sul monte Penna ...
politica interna
31 gennaio 2009
[Primarie Provincia Firenze] Domani s'inizia a votare in alcuni comuni
sfoglia
ottobre        dicembre

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

blog letto 1 volte


Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
Oscar Wilde

Un grande libro

mailme@: tommasociuffoletti-at-gmail.com




Add to Technorati Favorites

Locations of visitors to this page


San Giovanni delle Contee Online
... un blog bucolico!


Tommaso Ino Ciuffoletti

Crea il tuo badge

Visualizza il profilo di Tommaso Ciuffoletti su LinkedIn