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LAVORO
12 febbraio 2015
[Civati] Straccione
Civati. 6mila euro in un conto in Svizzera.
Straccione.

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sessualità
19 gennaio 2015
[Cicci] Volano per sostenere

Ho letto da qualche parte che Ingroia, Ferrero di Rifondazione, Civati, Vendola e Cicci il Mostro di Scandicci sono volati in Grecia per sostenere Tsipras.
Se così fosse chiedo sinceramente scusa al popolo greco che non meritava tanti affronti tutti insieme.

musica
26 novembre 2014
[Nico, Rosy, Dodi e Pippo] Il partito dei Pooh
Rosy Bindi, Pippo Civati, Nico Stumpo.
Manca solo Red Canzian e invece di un partito questi rifondano i Pooh.

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politica interna
6 novembre 2013
[dal Corriere Fiorentino] Laicista e liberale
«Quello femminile è un sesso affascinante e caparbio. Ogni donna è una ribelle. Di solito insorge violentemente contro se stessa». Lo diceva Oscar Wilde. Oscar Wilde, cioè uno che giocava col maschilismo così come con l'omosessualità, e se il clima fosse più sereno se ne potrebbe sorridere pure oggi. Potrebbe sorriderne anche Lidia Ravera, oggi assessore alla Cultura della giunta Zingaretti alla Regione Lazio, che nei giorni scorsi, con prosa alata, è intervenuta sul dibattito apertosi in merito ad una decisione del Consiglio comunale di Firenze. La decisione, presa dalla maggioranza dell'assemblea, è quella di istituire un'area apposita dentro il cimitero di Trespiano per la sepoltura dei feti, con tanto di possibilità di «installazione di copri fossa, monumentini e altri ricordi, in conformità delle previsioni previste (sic!) in via generale per le inumazioni in area concessa a privati» (detta in orrido burocratese).
Per Lidia Ravera «si tratta del cimiterino dei non nati, del diritto di seppellire grumi di materia, chiamandoli bambina e bambino; uno splatter che ritorna sugli schermi della politica con inquietante regolarità». Ad onor del vero Ravera arriva per ultima a suonare la grancassa di una polemica che altri, Pippo Civati per non fare nomi, hanno aperto, sia detto senza tanti giri di parole, per attaccare il politico cattolico Matteo Renzi, che di Firenze è sindaco. Il cardine di questi attacchi, più o meno azzeccati nell'uso delle parole, sta nel condannare la scelta del Consiglio comunale come un vulnus alla legge 194 del 1974, quella che regola l'aborto e che fu confermata dagli italiani con un referendum nel 1981.
Da laicista (che laici siam tutti a parte chi ricopre incarichi in seno a qualsivoglia chiesa) e liberale (che non v'è altro modo d'esser laicista se non essendo liberale) sono francamente stufo delle strumentalizzazioni a uso distorto di temi delicati e che anzi avrebbero bisogno di un'attenzione vera e coraggiosa proprio dei laicisti che vogliano difendere il diritto ad abortire che questo Paese ha voluto per sé (si guardi ad esempio a quanta obbligata ipocrisia stia dietro le obiezioni di coscienza di tanti ginecologi). Quella del «cimiterino dei non nati», per dirla alla Ravera, io la misuro come una scelta che rimane nell'alveo della legislazione nazionale in materia, che alla collettività impone un costo ragionevole (tendente allo zero), che non intende danneggiare nessuno, non intende offendere nessuno e non è di per sé strumento per imporre una visione parziale alla collettività. Fosse liberale, anche Ravera capirebbe che questi sono gli esatti argomenti con cui da laicisti difendiamo il diritto all'eutanasia, alle nozze gay, alla ricerca scientifica e anche all'aborto. Giustappunto.

dal Corriere Fiorentino di mercoledì 6 novembre
politica interna
8 novembre 2010
[dal Corriere Fiorentino] IL PARRICIDIO

«Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi … Vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli». Così scriveva Umberto Saba nelle sue “Scorciatoie e Raccontini”. Saba fissava le origini dell’Italia alla fondazione di Roma, rammaricandosi del fratricidio da cui il genio nazionale ebbe, a suo dire, inizio. «Romolo e Remo, Ferruccio e Maramaldo, Mussolini e i socialisti, Badoglio e Graziani» tutti fratelli contro fratelli impelagati in un angusto circolo vizioso da cui sembra vietato uscire.

Eppure il parricidio è l’atto necessario per potere legittimamente reclamare ciò che con grande difficoltà è altrimenti ottenibile; e non mi riferisco tanto a ruoli di leadership o a cariche primarie, ma all’autorità per ricoprirli. Trattasi ovviamente di parricidio simbolico e sintetico. Si rasserenino coloro che si vedono bersaglio di intenti sanguinari o maleducati. Nessuno, per metterla in filosofia, ha smesso di studiare Parmenide in seguito al parmenicidio messo in atto da Platone.

Su questa chiave ideale può aspirare a giocarsi la sfida dei rottamatori renziani, che aprono oggi le loro danze fiorentine. E proprio su questo punto sarà bene che non cedano alle blandizie del compromesso. La recente (micro)storia politica di questo paese ha registrato più di un fallimento da parte di chi ha inteso presentare opzioni giovaniliste senza il giusto mordente. Qualcuno ricorda Mario Adinolfi? Classe 1971, nel 2007 si presenta alle primarie del Partito Democratico al grido di largo ai giovani. Risultato: nemmeno 6.000 voti. Oggi Wikipedia ci racconta che Mario Adinolfi è un giocatore di poker professionista. Qualcuno ricorda il “patto generazionale” proposto, era sempre il 2007, da Luca Josi? Un patto che impegnava i firmatari, una volta raggiunta l'età dei 60 anni, “a lasciare o non accettare un ruolo di leadership (cariche primarie della politica e dell'economia) continuando ad offrire il proprio impegno nei ruoli di vice, di numero due, di saggio, di consulente o di qualsiasi altra posizione che consenta alla società di avvantaggiarsi e non disperdere la loro esperienza”. Una via blanda e concordata al ricambio. Ad oggi il sito su cui quel patto era pubblicato, con tanto di ricca serie di aderenti, non è più online e andando a memoria l’unico che pare averlo sin qui rispettato è Alessandro Profumo, il quale però ha dovuto cedere a ben altri patti che non quello di Luca Josi.

Finora Renzi ha dimostrato di sapersi muovere con maggiore sapienza tattica e con piglio più tosto di chi lo ha preceduto. Adesso però, come molti gli chiedono, deve dar corso politico e sostanza di proposta al suo intento parricida. Ed è adesso che la sfida si fa interessante, perché il prezzo dell’essere parricidi è accettare che il padre non abbia alcuna intenzione di farsi uccidere e tantomeno rottamare.

. Questo pezzo deve incipit e ispirazione al filosofo napoletano (riformista e liberale) Antonio Funiciello
. dal Corriere Fiorentino (http://corrierefiorentino.corriere.it/) di Venerdì 5 Novembre

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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
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