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CULTURA
10 novembre 2015
Il compagno André Gluksmann
La mia generazione è quella che guardò cadere le Torri Gemelle interrompendo una partita alla Playstation. Ci avevano detto che la storia era finita. Scoprimmo che il mondo era esploso.
Nell'accalcarsi di voci stupide, inutili o banalmente furbe che in quegli anni riempirono i giornali, le televisioni, i bar e i Parlamenti, Andrè Glucksmann - grazie al Corriere della Sera, alla fondazione Liberal e a Radio Radicale - divenne per me un compagno.
La sua era una voce che faceva ordine, agitava il pensiero con coraggio e parole precise.
Se n'è andato, ma molto di suo rimane. Con me e ed altri compagni laici, liberali, socialisti e radicali.
14 novembre 2013
[dal Corriere Fiorentino] Petti gonfi e PSE
Caro Direttore,
ho letto con interesse l’analisi di David Allegranti sul rinnovato dibattito in seno al Pd riguardante l’adesione o meno al Pse: il Partito dei Socialisti Europei per chi non lo sapesse. E credo siano parecchi a non saperlo. Del tutto legittimamente. Ai tempi della mia giovanile militanza in un partito che aderiva al Pse, unico in Italia, mi divertivo sovente ad irritare i miei più pomposi compagni, che gonfiavano un petto da 1% scarso dei consensi con il richiamo alla grande famiglia europea dei socialisti, facendo loro presente che io, piuttosto che andare a rompere l’anima alla gente in nome del Pse, l’avrei fatto più volentieri in nome di Geova. Con la fondata convinzione che avrei pure trovato maggiore riscontro di pubblico. Perché il dibattito sull’adesione a questo o quel partito europeo è, alla meglio, un dibattito fumoso, ad uso e consumo, solitamente strumentale, di pezzi di ceto politico o di supposti intellettuali più o meno organici. Intanto riguarda quelli che, lungi dall’essere partiti federali sono semplici rappresentanze di gruppi parlamentari del Parlamento meno rappresentativo che si conosca in Occidente, il Parlamento Europeo. In seconda battuta i gruppi parlamentari europei sono storicamente abitati da persone che vengono dalle tradizioni più disparate e spesso incoerenti con gli approdi (basti pensare che l’europarlamentare Giulietto Chiesa per un periodo fu addirittura iscritto al gruppo dei Liberali e Democratici!). Anche quelli che oggi si chiamano genericamente socialisti possono essere molto variegati. Non pochi sono figli della sparizione forzata di partiti comunisti dell’Europa Orientale e non è che abbiano posizioni e formazioni culturali perfettamente sovrapponibili a quelle dei laburisti inglesi o dei socialdemocratici svedesi. A questo obiezione vi risponderanno che la diversità è una ricchezza ed è tipica dei grandi partiti. Vero. Ma dei grandi partiti nazionali del ‘900. Oggi sarebbe bello avere invece dei partiti federali o transnazionali, che possano anticipare la formazione di una patria europea, invece che limitarsi a riproporci un’Europa delle patrie. Ma non sarà certo con dibattiti strumentali sul Pse che li avremo. Anzi! Ridurre il dibattito sulla rappresentanza dei cittadini nelle istituzioni europee ad una disputa strumentale sull’adesione o meno al gruppo socialista del Parlamento Europeo è piuttosto avvilente. Del Pse ricordo semmai, con piacere, l’Ecosy, la Federazione dei Giovani Socialisti Europei, e i racconti (solo quelli s’intende) sulle virtù delle compagne scandinave. Il resto, francamente, era noia.
Cordiali saluti,
Tommaso Ciuffoletti

dal Corriere Fiorentino di giovedì 14 novembre
POLITICA
18 novembre 2008
[Bignamika] Come distinguere Destra e Sinistra in maniera chiara e sintetica


Forum di discussione su Musica e attualità. Un iscritto domanda:
"Come già detto non seguo molto la politica, ma ultimamente ho cominciato a tentare di capirla un pò di più. Una cosa non capisco bene e la chiedo a voi tutti.
Ma fondamentalmente, cosa è che distingue una persona dall'essere di destra o di sinistra? Qual'è il pensiero che li divide? Me lo potreste spiegare " come se avessi 5 anni "?"

La risposta che gli ho dato, buttata là un po' alla carlona, secondo me non è malaccio come risposta di sintesi estrema per orientarsi fra Destra e .

"In Italia siamo originali. Basta pensare che un partito tipicamente di destra come l'Italia dei Valori, fa opposizione alla sinistra del PD. Un delirio tutto berlusconicentrico.

Quindi dimenticati di Berlusconi e dei mostri che lo hanno creato e che di lui si alimentano.
Sei di sinistra - in Europa, ma anche in Usa - se tendenzialmente ritieni che la redistribuzione del reddito e la spesa sociale siano strumenti per garantire equità. Poi puoi temperare questo assunto di fondo con sane dosi di "liberismo" o rifacendoti al valore della sussidiarietà, oppure puoi spingere all'eccesso tale assunto e predicarmi la collettivizzazione dei mezzi di produzione.
Sei di destra - in Europa, ma anche in Usa - se tendenzialmente privilegi nella tua agenda politica priorità come sicurezza, legge e ordine. In questo quadro puoi ritenere l'ordine come vitale per garantire la libertà, oppure puoi ritenere la "troppa libertà" come un pericolo per l'ordine.

Come vedi si può essere liberali o meno a destra e a sinistra. Purtroppo in entrambi i casi i liberali sono tanto spesso minoranza ...
"
politica interna
2 aprile 2008
[L'Infedele Daria Veronesi] Una radicale nelle liste del Partito Socialista


In un giorno in cui mi tocca scoprire che un amico radicale mi finisce candidato nelle liste dell'Italia dei Valori (alla faccia di Tortora), poco tempo dopo che Oliviero Toscani dice che non voterà i radicali sciolti nella zuppa del PD ... beh ... in un giorno così vale la pena segnalare che stasera, ospite alla trasmissione de La7 L'Infedele, ci sarà una radicale candidata nelle liste del Partito Socialista in Lombardia.
Si tratta dell'amica e compagna Daria Veronesi. La sua storia politica potete leggerla qua e vi assicuro che vale la pena scorrerla con attenzione. Una cosa vale la pena sottolineare subito, quella di Daria non è una "candidatura figurina", come le tante che nelle scorse settimane sono state presentate da numerosi partiti, in primis quello Democratico di Walter Veltroni. La prova? Beh ... Daria non è che si sia presentata così, perché oltre alla propria storia e alle proprie ragioni ha presentato anche una robina come una proposta di statuto fondata sul modello federalista e sul libero associazionismo, di ispirazione radicale.
Mi spiace solo non essere residente a Milano, ché altrimenti avrei votato ancora più convinto.

A questa breve presentazione di Daria voglio allegare anche un documento, realizzato dall'amico e compagno radicale e socialista Sergio De Muro, anch'egli candidato in Lombardia nelle liste del Partito Socialista. Si tratta di un appello ai laici di tutte le tradizioni politiche a votare e far votare le liste del Partito Socialista. Un appello che si rivolge trasversalmente a tutti coloro che non hanno trovato soddisfazione alle proprie richieste di laicità nell'offerta elettorale dei partiti che si presenteranno alle prossime elezioni. Un appello forte e deciso, come il carattere di Sergio.

CULTURA
11 febbraio 2008
[# 9] Labouratorio non si fa assorbire


Labouratorio non si fa assorbire. Gli altri facciano quello che credono. Noi non ne abbiamo bisogno.
Noi eravamo socialisti e democratici per la libertà nel 1956 a Budapest, noi eravamo socialisti e democratici per la libertà nel 1968 a Praga. Noi abbiamo avuto la Fortuna di essere radicalmente socialisti e democratici nei Settanta e non rinneghiamo niente delle battaglie culturali e democratiche degli Ottanta.
Noi siamo già stati umiliati e offesi, non democraticamente, nei Novanta, ma non per questo moriremo oggi con la schiena piegata.
Radicali e socialisti. Perché siamo tanto invisi al buon Walter? Non è il nostro “laicismo”, quella è una scusa che vale per i titoli dei giornali e per dare soddisfazione alle parti più clericali del PD.
La verità è che noi rappresentiamo quella possibilità che Walter deve negare, quella storia che deve essere cancellata, quel retaggio da dimenticare. Dobbiamo essere cancellati perché siamo la prova che quanto di moderno c’era a sinistra non stava nelle identità negate del PD.
Stava invece in storie politiche che ancora potrebbero essere attuali senza bisogno di negare se stesse. Smontando quindi alla base l’assunto di fondo del PD, ovvero che sia necessario disfarsi di del “vecchio”, in nome di un “nuovo” … che poi sai che gran nuovo il Walter!
Cerchiamo piuttosto proposte scellerate, pazze, suicide. Vogliamo l’orgoglio dell’essere socialisti, vogliamo la lotta dell’essere radicali, vogliamo il rigore dell’essere liberali e la laicità che l’essere liberali comporta.
Ma non ci facciamo illusioni. Ci guida chi è stato finora pavido, ci risponde chi ormai parla da solo alla radio (anche se almeno lotta).
Facciano quello che credono, se ci credono. Noi non ci facciamo assorbire.
politica interna
8 febbraio 2008
[Immagini da un presente che non s'arrende] Geronimooo!!!
politica interna
18 settembre 2007
[Echi rosapugnanti?] Percorsi radicali e socialisti
L'esperienza della Rosa nel Pugno ha certamente reso evidenti le difficoltà organizzative che hanno impedito ai soggetti promotori di dar vita alla promessa/scommessa elettorale fatta alle scorse elezioni politiche. Tuttavia, il nucleo di proposte e di intuizione politica che stava all'origine del progetto Rosa nel Pugno continuano oggi a dimostrare la loro attualità e la loro validità.

Per questo, oggi che il progetto della Costituente Socialista si avvia verso una sua più compiuta definizione, è importante far sì che il nuovo partito possa essere casa di tutti i riformatori laici che intendono impegnarsi affinchè nel quadro politico italiano non spariscano del tutto quelle istanze di modernizzazione che chiedono: libertà, merito ed eguaglianza per il nostro paese.

Da Torino è partito un appello che vede come primi firmatari amici e compagni liberali, socialisti e radicali. Un appello per tutti coloro che vogliono che quelle istanze siano forti e chiare nei progetti, nei programmi, e, perchè no, anche nelle rappresentanze del nuovo partito. Un partito nuovo ed aperto (non come l'oligarchica operazione Partito Democratico).

Per questo l'invito e a sottoscrivere e far sottoscrivere l'appello per una COSTITUENTE LAICA, PROGRESSISTA e RIFORMATRICE.


___
P.S. _ Avevo scritto che avrei riportato l'intervento di Nicolas Sarkozy al salone dell'Agricoltura di Rennes. Giustamente un amico ieri mi richiamava a mantenere la mia promessa. Giusto! Ecco qua l'intervento (in francese ovviamente) di Sarkò.
Adesso lo aspettiamo alla prova dei fatti.
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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
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