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4 settembre 2012
[Italianz] Renzi, l'Unità e la casa del popolo
Casa del Popolo fiorentina. Ieri pomeriggio. Prendo caffè e aspetto che avventore stagionato finisca con l'Unità.
Quando mi pare abbia terminato l'attenta lettura, cortesemente domando:
"Scusi, posso prendere?"
"Prenda, prenda, tanto ormai
anche qui l'è tutto un Renzi. Due pagine su'i Renzi, i'commento su i'Renzi, le lettere su i'Renzi. Pare che l'Unità la sia l'organo de i'Renzi".
Ecco, lo stagionato avventore non credo fosse un raffinato spin doctor nè credo (e spero, per lui) che si sia mai fregiato del titolo di lìder, nè tantomeno di Maximo.
Eppure lui ha capito.
Ha capito quello che allora sfuggì a Domenici e che oggi sfugge a D'Alema, Bindi, Franceschini e compagnia (d'astuti) cantante.
politica interna
25 novembre 2011
[dal Corriere Fiorentino] Il centrodestra fiorentino (che non c'è) alla prova della fine del verdinismo
Da tre giorni il Giornale della Toscana è assente nelle edicole. È una brutta notizia, innanzitutto per chi lavora in quel quotidiano e per i suoi lettori, ma anche per tutti coloro che hanno a cuore il pluralismo dell'informazione e del dibattito politico.

È anche un segnale della fine di una stagione che ha segnato la politica toscana e fiorentina, quella del verdinismo. Una fine che s'inserisce nella crisi più generale del centrodestra italiano, innescata dal tramonto del dominio berlusconiano sulla scena politica del nostro Paese. Ora c'è il rischio che resti uno spazio vuoto. E sia detto senza alcun compiacimento, perché la democrazia funziona quando è una corda tesa, quando chi governa è incalzato non solo da un'opposizione attenta e corretta, ma anche in grado di proporsi come reale alternativa di governo. Questo, in Toscana e a Firenze, non è accaduto per parecchi lustri e oggi appare ancora più evidente la necessità di un cambio di prospettiva.

Qui l'azione politica del centrodestra ha poggiato sulla tesi secondo cui, in buona sintesi, il governo della cosa pubblica in questa regione e nel suo capoluogo era affare d'altri. L'effetto è stato quello di creare una minoranza monca, capace di attacchi violenti a parole, ma mai credibile come alternativa. Che s'accontentava di qualche vittoria spot, spesso seguita da amari rovesci. Che condannava il «regime», ma ne assecondava le scelte, come la modifica della legge elettorale regionale che ha anticipato il Porcellum nazionale. Che denigrava i candidati dell'altro schieramento, ma poi ne proponeva in alternativa alcuni come Domenico Valentino che, presentato nel 2004 come aspirante sindaco di Firenze per il centrodestra, solo pochi mesi dopo le elezioni passava a far parte della maggioranza che sosteneva il suo avversario Leonardo Domenici.

Ancora oggi, quando un sindaco dal profilo anomalo come Matteo Renzi annuncia cambiamenti nella gestione della città, il Pdl, quando non parla con voci discordanti, appare orientato più all'attacco personale che non al confronto sui temi di merito. E non è un caso se la vera opposizione a Renzi sembra arrivare dall'interno del suo stesso partito.

Non si risentano gli esponenti locali del centrodestra. Molti fra loro sono giovani e capaci, ma quello che continua a mancare è una visione politica, una prospettiva diversa da quella finora perseguita. Manca, di fatto, una reale capacità di risultare credibili come alternativa ed è un deficit da cui adesso si dovrebbero liberare. Senza ulteriori alibi.

dal Corriere Fiorentino di Giovedì 24 Novembre
politica interna
1 dicembre 2008
[Terremoto a Firenze 2] Un quadro desolante per un cittadino elettore di centrosinistra


A Firenze si sta verificando un vero e proprio terremoto politico. A scatenarlo sono una serie di fattori che, al di là delle specifiche questioni oggetto delle indagini sulle quali non voglio esprimermi, sarebbe bene considerare.

Un primo punto è che l'istituto delle primarie, ove non siano la mera incoronazione di un “nominato”, funziona laddove i partiti non sono strutturati. Qua a Firenze il vecchio Pci-Pds-Ds-Pd era, e per buona parte ancora è, un partito ben strutturato, fortemente radicato, saldamente al potere negli ultimi lustri. Le primarie, che qua vedono correre 4 candidati espressione esclusiva del PD, ma tutti possibili vincitori, stanno mettendo in crisi l'assetto interno e di relazione di quel partito.

Altro punto è che quello stesso assetto di potere ha finito per essere tanto saldo quanto immobilizzante, in una città che continua a vivere di una rendita che oltretutto non riesce nemmeno a far fruttare al meglio. Le intercettazioni che ormai vengono quotidianamente riportate sui quotidiani locali secondo una pratica barbara ed illegale, descrivono tuttavia un quadro desolante per un cittadino di Firenze ed ancor più per un elettore di centrosinistra.

Oggi ci si trova nella situazione in cui il maggiore partito di centrosinistra deve fronteggiare il terremoto delle intercettazioni in una fase in cui il meccanismo delle primarie è avviato su un binario che il partito ha difficoltà anche solo a contenere.

Non basti come consolazione il sapere che in tale assetto anche il centrodestra ha un ruolo in buona parte organico e che non cavalcherà con eccessivo entusiasmo la vicenda. Se da qui alle elezioni amministrative mancherà un risposta politicamente impegnativa, impegnativa per tutto l'arco delle forze riformiste, all'insegna di discontinuità e rinnovata trasparenza, le elezioni fiorentine potrebbero trasformarsi in una roulette russa dagli esiti difficilmente prevedibili.
politica interna
18 dicembre 2007
[Firenze] Una città privatamente e pubblicamente ripiegata su se stessa


Sabato scorso, sul Riformista, era presente un articolo molto bello che trattava di Firenze. Una città pubblicamente e privatamente ripiegata su se stessa. Pavida, stanca di esser scippata in continuazione da giunte comunali sempre meno oneste, ma sempre le stesse.
Purtroppo adesso non riesco a trovare la mia copia di sabato scorso del Riformista, temo di averla lasciata sul Bologna-Firenze che mi riportava a casa.

Ovviamente la Rassegna Stampa della Camera non ha ripreso tale articolo, chissà come mai ... Fortunatamente però, almeno la Rassegna Stampa dedicata ai deputati, non mancò di riportare un articolo dell'Espresso, di qualche mese fa, che dava notizia degli sprechi della bella amministrazione fiorentina e di come i più importanti lavori pubblici degli ultimi anni siano stati una festa dell'euro pubblico, una festa a cui tutti erano invitati tranne i cittadini.

Non potendo riportare l'articolo del Riformista di sabato scorso faccio almeno due cose: 1) un appello a tutti i lettori di questo blogghettinoz: se qualcuno è in possesso di quell'articolo, in qualunque formato (cartaceo o digitale) me lo segnali per favore! 2) per ricambiare qualche anima buona dell'eventuale favore, vi allego di seguito l'articolo dell'Espresso sugli sprechi fiorentini, firmato da Simone Innocenti (che tanto ha fatto arrabbiare il sindaco Leonardo Domenici).

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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
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