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14 luglio 2015
[Forza Silvio] Senza se e senza ma
Chiari, concisi e senza tanti giri.
Non solo la sentenza di Napoli che condanna Silvio Berlusconi, ma l'intero processo a suo carico è un processo indegno di un paese civile.
Un processo tenuto in piedi con lo sputo, che si regge sull'apparizione in sogno del padre di De Gregorio (quello squallido figuro eletto al Senato con l'Italia dei Valori) e che la procura napoletana ha tenuto in vita con l'unico scopo di ricattare anch'essa un Berlusconi ormai in balia degli eventi.
Se esiste qualcuno che ha il coraggio di negare tutto questo si faccia avanti.
La procura di Napoli deve essere chiusa immediatamente per ragioni di igiene morale.
politica interna
11 marzo 2015
[dal Corriere Fiorentino] La stanca borghesia parastatale italiana
C’erano una volta i Vaffa day, gli insulti al Presidente della Repubblica, il “siete tutti morti”, le volgarità contro Bersani, l’Ebetino, il decalogo del grillino perfetto (versione postmoderna del fu “credere, obbedire, combattere”) ed altre variegate diversità morali di marca pentastellata da rivendicare per la gioia dei militanti e degli elettori illustri e non, che provavano sempre un brivido a dirti saputi “io voto Grillo” o rivendicandolo ad alta voce ad ogni ingresso nel bar.
C’erano una volta. Perché oggi Grillo pare sia repentinamente passato “alla disponibilità al dialogo con Renzi per verificare la fattibilità di alcune riforme comuni”. Che più che Grillo pare Alfano. Ma del resto questa è la politica fatta da un comico con la coerenza dei sondaggi. Ma è soprattutto il segno dei tempi. Con Grillo che inizia a passare di moda e deve ricollocarsi sul mercato, come i jeans col cavallo basso, e Salvini che imperversa manco fosse l’asticella per farsi i selfie.

Il tutto ad uso e consumo della stanca borghesia parastatale italiana. Quella a cui piace sempre darsi arie rivoluzionarie. Che esiste da quando esiste l’Italia. E tante ne ha viste passare. Senza bisogno di tornare agli albori del movimento fascista, il brivido rivoluzionario ha sempre attraversato l’animo cinico di quella minoranza silenziosa, ma non trascurabile. Che ha accompagnato il ’68 fingendo esuberanza giovanile, ha avuto amici con la P38 e i figli in collegio, ha fatto i girotondi ed è stata l’Italia dei Valori. Annoiandosi presto e spaventandosi prima.
Né di destra, né di sinistra, perfettamente costituzionale.

Di recente è stata grillina, ma è ormai prossimo il giorno in cui nessuno sarà mai stato grillino. Perché questa strana metaclasse sociale ha l’innata capacità di non essere mai stata quel che era. Del resto nessuno oggi è mai stato italvalorista, eppure in questa regione il partito personale di Di Pietro prendeva il 10% e veniva blandito dall’allora segretario del più grande partito della sinistra. E non s’illuda Salvini - che oggi fa l’ospite fisso del palinsesto televisivo e che piace non solo alla plebe cafona, ma anche a quelli che “almeno Salvini dice le cose come stanno” - non è troppo lontano nemmeno il giorno in cui nessuno di loro sarà mai stato leghista.

Ma non s’illuda nemmeno chi, questi borghesi parastatali, li ha in uggia. Perché rinnegando sempre il proprio passato preparano per sé un futuro identico a ieri. Comodo e vacuo, cinico e annoiato. E con quel piccolo brivido rivoluzionario che li fa sentire tanto vivi.

dal Corriere Fiorentino di martedì 10 marzo

CULTURA
4 marzo 2015
[Ciao] Siamo la stanca borghesia parastatale italiana
Ciao,
siamo la stanca borghesia parastatale italiana.
A noi piace tanto darci arie rivoluzionarie.
Esistiamo da sempre e abbiamo visto passare Mussolini, il '68, la Repubblica di Eugenio, gli amici con la P38, i figli in collegio e i girotondi. E l'Italia dei Valori e Beppe Grillo.
Ora c'è questo Salvini. E' un po' volgarotto, ma alla gente piace. E poi ha tanti gadget. Le felpe, le magliette, la Isoardi, un gruppo di seguaci variopinto.
E poi Beppe Grillo, onestamente, ci ha già annoiato.
Ma non temete.
Se è tanto vicino il giorno in cui nessuno sarà mai stato grillino.
Poco lontano è quello in cui nessuno sarà mai stato leghista.
Noi siamo la stanca borghesia parastatale italiana.
Ci annoiamo presto e ci spaventiamo prima.
SOCIETA'
12 novembre 2014
[Giornalista ospite spesato] Marco Travaglio
Quindi abbiamo un giornalista. Che partecipa ad iniziative di un partito politico.
Ospite del partito, che riceveva, in quanto tale, finanziamenti pubblici per svolgere la propria attività.
A pagare l'ospitalità è stato invece il gruppo del Consiglio Regionale.
In effetti è una cosa che capita spesso.
Secondo me non è una cosa lodevole, ma nella sostanza non cambia nulla. Sempre soldi pubblici sono.
E anche l'idea che un giornalista, che pure guadagna e guadagna bene, si faccia partecipe ad iniziative di un partito in qualità di ospite spesato è cosa che in altri paesi, per deontologia, si preferisce evitare, ma in Italia "così fan tutti".
Insomma, io non me la sentirei di tirare la croce addosso a Marco Travaglio.
È italiano pure lui.
È come noi, insomma. Solo coi capelli lunghi dietro.
9 novembre 2012
[Dimissioni] Preannuncio l'intenzione di dimettermi - Fabio Evangelisti
Mi fanno ridere.
Quando i politici annunciano le dimissioni e i giornalisti scrivono "Pinco Palle si è dimesso".
Fabio Evangelisti, capo dell'Italia dei Valori toscana, politico scaltro e di lungo corso (ancorchè non di primo piano),secondo i giornalisti (a parte Marzio Fatucchi che è stato preciso) si sarebbe dimesso dal partito e dal Parlamento.
Ebbene, dal partito non si è dimesso manco per niente! Ha solo scritto una lettera a Di Pietro dove dice: "preannuncio l'intenzione di dimettermi dal ruolo di Segretario regionale dell'Idv Toscana". PREANNUNCIARE L'INTENZIONE DI DIMETTERMI.
Per dimettersi dal Parlamento, il nostro, per completare tutte le procedure burocratiche ci metterà abbastanza da far finire la legislatura (mi pare la quarta della sua carriera, con due partiti diversi).
Per cui la notizia corretta sarebbe: "Evangelisti non si è dimesso".
POLITICA
5 novembre 2012
[Bisticciano] Risate e sepolture
Di Pietro che querela Report, Ingroia ormai pronto a candidarsi, il Giornale che titola "Il coraggio di chiedere scusa", Marchionne che annuncia l'ennesimo nuovo piano Fiat e soprattutto Scalfari che bisticcia con Flores d'Arcais.

Se solo esistesse una risata grande abbastanza da seppellirvi tutti.
2 novembre 2012
[Ti stanno sfottendo e non te ne accorgi] Grillo, Di Pietro e la Presidenza
Grillo e Di Pietro hanno speso gran parte del loro fiato, negli ultimi mesi, per dire che la Presidenza della Repubblica è un posto per criminali, maneggioni ed impuniti.
Ieri Grillo ha detto che proprio Di Pietro sarebbe un perfetto Presidente della Repubblica.
E quel fenomeno di Di Pietro l'ha preso per un complimento.
GENIO.
politica interna
2 novembre 2012
[dal Corriere Fiorentino] Le primarie, Renzi ... Taricone e la Santanchè
Esercizio per le teste d'uovo del Pd: definire in due righe «elettore di centrosinistra». Chi ha votato almeno una volta per un partito di centrosinistra? Definire allora «centrosinistra». L'Italia dei Valori è un partito di centrosinistra? A sentire l'ultimo Bersani si direbbe di no. Allora è elettore di centrosinistra chi voterà centrosinistra a prescindere dall'esito delle primarie? Se così fosse allora è il concetto di «politica» a dover essere ridefinito. Perché il paradosso e l'ipocrisia del dibattito sulle regole per le primarie del centrosinistra sta proprio nel prescindere dal fatto che «il problema è politico» (come si diceva un tempo nelle case del popolo). Se queste primarie hanno un merito, è quello di porre per la prima volta sul tavolo nazionale del centrosinistra una serie di opzioni tra loro realmente alternative. Non sono le primarie di Prodi, tanto per essere chiari. E non solo perché si tratta di una sfida vera in termini elettorali, ma perché i contendenti sono portatori di proposte politiche che, al di là dei giochini retorici, sono diverse e tra loro sinceramente alternative. Ed è proprio questa la forza e la novità di questa competizione elettorale.
Sbaglia chi crede che ci sia solo una competizione tra personalità diverse, stavolta ci sono opzioni vere e distinte tra cui scegliere. E su questo, senza timore d'esser tacciati volgarmente di «renzismo», si deve riconoscere al sindaco di Firenze di aver saputo dar voce a istanze non nuove dentro il suo schieramento, ma proposte per la prima volta con la possibilità di diventare maggioritarie.
Sbaglia chi non riesce a vedere in questa sfida un'opportunità per il centrosinistra. Perché è vero che le primarie sono un format politico-mediatico con regole proprie, ancora nuove per il sistema italiano. Così come è vero che Renzi spiazza perché è un interprete brillante di questo format dato che a differenza dei politici tradizionali, che considerano il riflesso mediatico del loro agire politico, lui considera il riflesso politico del proprio agire mediatico (non è un gioco di parole, ma una questione fondamentale). Però all'interno di questo format la politica c'è, in modo evidente. Per questo sono convinto che, tanto più in una fase in cui l'astensione è una prospettiva di (non) scelta per tanti elettori, il centrosinistra dovrebbe investire sulla forza attrattiva di questa competizione, invece di scoraggiare il voto degli italiani (soprattutto se simpatizzanti di Renzi...), nononostante l'ammonimento delle elezioni siciliane.
P.S. Per capire quanto sia decisivo l'elemento «politica» all'interno del format primarie si pensi per un attimo alle possibili primarie del centrodestra. Il vuoto del dibattito su cui si vanno annunciando rischia di farle assomigliare a un format che rimarrebbe soltanto mediatico, stile Grande Fratello. Ma Taricone era molto più interessante della Santanché.
politica interna
11 novembre 2011
[Benchmarking] Esempio pratico applicato alla politica
Io sono un ragazzo semplice. E semplici sono i parametri su cui mi baso per giudicare cose complesse.
Complesse come l'ipotesi di un governo tecnico guidato da Mario Monti.
Considerato che i contrari a tale ipotesi sono: leghisti, italvaloristi, nostalgicomunisti, vendoliani (anche se lo dicono a mezza voce), Sallusti e il Giornale, intellettuali post-AN come Gasparri, La Russa e Matteoli ... beh ... il conto è presto fatto.
Considerato dove stanno loro io mi schiero dalla parte opposta.
La garanzia di fare la scelta giusta non è al 100%. Ma diciamo che ci si avvicina molto.
politica interna
15 dicembre 2010
[Gli alleati di Silvio] Di Pietro e Bocchino
Alla fine della fiera i migliori alleati di Silvione nostro son stati Di Pietro e Bocchino. Il primo perchè guida una manica di splendidi sciamannati. Il secondo perchè ha la testa troppo grossa, le spalle troppo piccole, la bocca troppo larga ed ha fatto un intervento con cui ha convinto i due di Fli a salvare il governo.
Prova plastica di come l'antiberlusconismo sia l'elisir di lunga vita di Silvione.
politica interna
10 settembre 2010
[Ripensando a Pancho Pardi] PotOp non mi sarebbe piaciuta. Meglio Godere Operaio
E così ripensavo ancora (s)Pancho Pardi, agli anni '70, ai gruppi dell'ultrasinistra. Potere Operaio. E slogan del tipo "democrazia è il fucile in spalla agli operai". Potere Operaio. Proprio suona male. Io avrei aderito a ben altro. Avrei aspettato qualche anno e mi sarei iscritto a GODERE OPERAIO.
politica interna
3 settembre 2010
[Pancho Pardi] Un ex di Potere Operaio che fa il moralista parafascista
Da Potere Operaio al movimento parafascista dell'IdV. Non c'è niente di peggio un ex di PotOp che si mette a fare il moralista. Pancho Pardi. Senatore. Che poi è lo stesso che in un congresso di PotOp, credo fosse il '71, propose sostanzialmente che l'organizzazione entrasse in clandestinità per meglio impegnarsi nella violenza. Pancho Pardi. Uno che non vale il piombo che predicava.
politica interna
4 agosto 2010
[Fabio Evangelisti] Contro la Casta tra uno scippo e l'altro
Entrato in Parlamento nel '92, nelle proprie interviste l'on dipietrista Fabio Evangelisti non manca mai di esibirsi in sparate contro la Casta e la vecchia politica. Nel tempo libero tra uno scippo consiliare e l'altro.
politica interna
23 aprile 2010
[Valori d'Italia e di Toscana] La Salute dell'Idv
L'Italia dei Valori toscana minaccia il neo-presidente Enrico Rossi: "O ci dai l'assessorato alla Salute, oppure non t'appoggiamo". Questo sì che è avere a cuore la salute. La propria.
politica interna
30 marzo 2010
[Di Pietro e Grillo] Imbecilli in malafede e voto di protesta
Dal Corriere della Sera.
Antonio Di Pietro: "E' giusto che Grillo faccia il suo voto di protesta pura".
Beppe Grillo: "E' un imbecille in malafede chi ha parlato di voto di protesta dato al Movimento".
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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
Oscar Wilde

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