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7 giugno 2010
[dal Corriere Fiorentino] La ridicola caccia al massone made in PD
Poteva il Partito Democratico perdere occasione per mettersi a dibattere di cose interne mentre il resto del mondo ha qualche altra cosetta, diciamo una crisi globale e le sue conseguenze, a cui star dietro? Poteva risparmiare ai propri elettori l’ennesima bega ad uso correntizio? Giammai! E così, con grande generosità, ma non altrettanta fantasia, decide di tirar fuori dal bagaglio dei ricordi un vecchio tema, sempre pronto all’uso: massoni e partiti politici. E’ proprio vero che di questi tempi non si butta via nulla.

Si badi bene che, fuor d’ironia, il tema potrebbe essere trattato in modo non banale e culturalmente stimolante, ma è evidente che il suo impiego ha uno scopo squisitamente strumentale, secondo logiche di guerricciole interne, a cui sempre più militanti democrats credo siano stanchi d’assistere. E sì che il promotore di questa nuova “battaglia culturale” è il Beppe Fioroni che sul sito della sua corrente nel PD, Quarta Fase, si produce in un editoriale dal titolo “No a un Pd che si guarda l’ombelico”.


Ma del resto la massoneria è fantoccio polemico a cui far vestire ogni panno che il sospetto porta con sé. Cappucci, grembiuli, compassi e rituali; manca giusto la musica thrilling di sottofondo ed una voce fuoricampo che con tono spettrale racconta di connessioni possibili, quanto improbabili, fra la “misteriosa organizzazione” e i fatti più disparati: dalla crisi economica alla scomparsa del gatto del vicino.


E dire che la massoneria, nella storia, è stata ben altro che la sua narrazione e deformazione becero-pop, ed è divertente leggere delle odierne polemiche mentre passeggiando per Firenze s’incrociano i bei manifesti che presentano il Flauto Magico presto in scena a Boboli e nella splendida abbazia di San Galgano. E se per un attimo il pensiero confronta la vertigine dell’opera di Mozart, con le uscite di Fioroni, è inevitabile un senso di straniamento. Per non parlare del grottesco raggiunto dal Di Pietro che dichiara che “in un paese democratico e libero, sistemi massonici non dovrebbero esistere”, dando illuminata prova d’ignorare bellamente la storia d’Italia, prima che della massoneria messa fuorilegge sotto il fascismo.


Non c’è tuttavia bisogno di tornare al ventennio per rammentare casi, curiosi ed emblematici, di caccia al massone. Qualcuno, infatti, ricorderà il caso toscano del libriccino “La Toscana delle Logge”. Solo pochi mesi fa il principale promotore di quell’iniziativa, Graziano Cioni, la rammentava in un’intervista al quotidiano «Il Riformista ». “Nel 1993 – ricordava Cioni - pubblicai a puntate sull'Unità i nomi di oltre 2200 massoni fiorentini appartenenti alle logge coperte, quelle di cui non si conosce l'esistenza. Allora qualcuno si fece male”. Tra coloro che allora si fecero male bisogna annoverare proprio l'Unità. Perché in quel clima di caccia alle streghe, quelli che vennero pubblicati nell’opuscolo allegato al quotidiano erano (atto di citazione del 10/12/1993) “elenchi ... erronei, non autorizzati, per quanto concerne gli iscritti, dalle associazioni, né da queste messe a disposizione di quel giornale”. L'Unità S.p.A venne citata in giudizio e alla fine fu costretta a cercare una mediazione. Si dichiarò così disponibile “a far comporre ed editare a proprie spese un'opera illustrativa dell'istituzione massonica, di carattere scientifico e divulgativo”, proprio per compensare i danni fatti da quella poco puntuale caccia alle streghe.


Certo è che la massoneria oggi è altro da ciò di cui si trova eco, ad esempio, nella Costituzione degli Stati Uniti d’America. Inutile negarlo, così come è inutile negare che se proprio intendesse avere altro ruolo ed altra immagine che non quello della piccola consorteria d’interessi sotterranei, dovrebbe ripensare radicalmente se stessa. Perché l’Italia è sì il paese dove è sempre in voga la retorica del complotto e la logica dell’illazione senza prove; così come è il paese delle
stragi di Stato o di quella strana categoria, unicum mondiale, dei cosiddetti poteri forti.

E tuttavia è anche il paese dove, ad esempio, interessanti studi dimostrano che la grande maggioranza delle società quotate è collegata in un’unica rete attraverso un ristretto gruppo di amministratori che siedono ciclicamente in più consigli d’amministrazione. E’ il paese dove rigidi sistemi di casta e di cricca convivono con e grazie all’ipocrisia che rifiuta di riconoscere e regolamentare la vita delle lobbies. E’ perciò un paese dove è la trasparenza, più che la verità, ad essere rivoluzionaria. Dovrebbe capirlo la massoneria, certo, ma anche i partiti. Che per tante cose, in questa querelle, rischiano di passare per il più classico dei buoi che dà del cornuto all’asino.


dal
Corriere Fiorentino di sabato 5 giugno
politica interna
30 ottobre 2009
[Graziano Cioni, i massoni, le inchieste] I capri espiatori, i cacciatori di streghe e i risarcimenti dell'Unità
dal Riformista di oggi 30 ottobre 2009

Caro direttore,
ho letto sul suo giornale l'intervista all'ex assessore fiorentino Graziano Cioni: alcune sue dichiarazioni mi hanno fatto sorridere. Quando ero segretario socialista a Firenze sono stato fra i pochissimi a parlare contro la sua estromissione dalle primarie per la candidatura a sindaco a causa delle indagini a suo carico. Non perché mi stia simpatico, che pure è vero, ma perché non mi piacciono né i capri espiatori, né le cacce alle streghe.
Per questo ho sorriso leggendo l'intervista. Soprattutto quando Graziano afferma: “Nel 1993 pubblicai a puntate sull'Unità i nomi di oltre 2200 massoni fiorentini appartenenti alle logge coperte, quelle di cui non si conosce l'esistenza. Allora qualcuno si fece male”.
Tra coloro che allora si fecero male vi fu proprio l'Unità. Perché in quel clima di caccia alle streghe, quelli che vennero pubblicati dall'Unità erano elenchi erronei, non autorizzati, per quanto concerne gli iscritti, dalle associazioni, né da queste messe a disposizione di quel giornale. L'Unità S.p.A venne citata in giudizio e alla fine fu costretta a cercare una mediazione. Si dichiarò così disponibile “a far comporre ed editare a proprie spese un'opera illustrativa dell'istituzione massonica, di carattere scientifico e divulgativo”, proprio per compensare i danni fatti da quella caccia alle streghe.
Vede Direttore, continuerò ad avere in simpatia Cioni e a ritenere decisivo conoscere la storia e le storie per saper giudicare delle persone e delle loro parole. Continueranno a non piacermi i capri espiatori e le cacce alle streghe. E continuerò a sorridere quando sentirò invocare garantismo per sé e di lì a poco rivendicare un passato di cacciatore di streghe, oltretutto poco preciso.
Cordiali saluti,
Tommaso Ciuffoletti
politica interna
1 dicembre 2008
[Terremoto a Firenze 2] Un quadro desolante per un cittadino elettore di centrosinistra


A Firenze si sta verificando un vero e proprio terremoto politico. A scatenarlo sono una serie di fattori che, al di là delle specifiche questioni oggetto delle indagini sulle quali non voglio esprimermi, sarebbe bene considerare.

Un primo punto è che l'istituto delle primarie, ove non siano la mera incoronazione di un “nominato”, funziona laddove i partiti non sono strutturati. Qua a Firenze il vecchio Pci-Pds-Ds-Pd era, e per buona parte ancora è, un partito ben strutturato, fortemente radicato, saldamente al potere negli ultimi lustri. Le primarie, che qua vedono correre 4 candidati espressione esclusiva del PD, ma tutti possibili vincitori, stanno mettendo in crisi l'assetto interno e di relazione di quel partito.

Altro punto è che quello stesso assetto di potere ha finito per essere tanto saldo quanto immobilizzante, in una città che continua a vivere di una rendita che oltretutto non riesce nemmeno a far fruttare al meglio. Le intercettazioni che ormai vengono quotidianamente riportate sui quotidiani locali secondo una pratica barbara ed illegale, descrivono tuttavia un quadro desolante per un cittadino di Firenze ed ancor più per un elettore di centrosinistra.

Oggi ci si trova nella situazione in cui il maggiore partito di centrosinistra deve fronteggiare il terremoto delle intercettazioni in una fase in cui il meccanismo delle primarie è avviato su un binario che il partito ha difficoltà anche solo a contenere.

Non basti come consolazione il sapere che in tale assetto anche il centrodestra ha un ruolo in buona parte organico e che non cavalcherà con eccessivo entusiasmo la vicenda. Se da qui alle elezioni amministrative mancherà un risposta politicamente impegnativa, impegnativa per tutto l'arco delle forze riformiste, all'insegna di discontinuità e rinnovata trasparenza, le elezioni fiorentine potrebbero trasformarsi in una roulette russa dagli esiti difficilmente prevedibili.
politica interna
27 novembre 2008
[Terremoto a Firenze] Ma che bel Castello Marco'ndiro'ndirondello


A Firenze, in queste ore, è in corso il terremoto più potente di cui io abbia memoria. Un terremoto che sta coinvolgendo noti esponenti dell'amministrazione comunale - e del Partito Democratico fiorentino - e alcuni responsabili del gruppo Fondiaria-Sai che fa capo a Salvatore Ligresti.
Corruzione è l'ipotesi di reato su cui si stanno concentrando le indagini. Mancato rispetto dell'interesse pubblico le ragioni con cui ieri è stata messa sotto sequestro la zona di Firenze al centro delle indagini. Castello il nome di questa zona. Ma qui a vacillare non è solo Castello, è l'intero Palazzo.
Chi volesse scrivere le cronache del potere fiorentino non si distragga, chè in questi giorni si sta verificando un terremoto senza precedenti ... almeno così pare ...
politica interna
7 agosto 2008
[Lettere al Riformista] La sicurezza della destra e quella della sinistra


Caro Direttore,
qua a Firenze, per iniziativa dell'assessore comunale del PD Graziano Cioni, abbiamo già avuto esperienza di provvedimenti comunali come quelli previsti dal decreto Maroni. Ben vengano iniziative volte a far rispettare il decoro delle città, solo mi chiedo quanto utile possa essere l'illusione di blindare strade e piazze. Forse, oltre a provvedimenti di questo tipo andrebbero pensate iniziative per rianimare le città italiane, sull'esempio di esperienze simili in altre parti d'Europa. L'ultimo libro di Giuliano Da Empoli offre più di qualche spunto al riguardo e credo sarebbero suggerimenti interessanti per giunte di centrosinistra che non vogliano solo inseguire la destra su un terreno sul quale "detta legge".
Cordiali saluti,
Tommaso Ciuffoletti - Firenze
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Oggigiorno tutti hanno spirito. Dovunque si va non si può fare a meno di incontrare persone intelligenti. E' divenuta una vera peste.
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