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politica interna
4 aprile 2012
[Storie] Il Riformista
Persi il numero 1 non ricordo nemmeno perchè. Ma, partendo dal 2, per lungo tempo collezionai ogni numero del quotidiano arancione. E gli scrivevo a quella redazione. Lettere ogni settimana, alcune volte anche ogni giorno. Perchè per la prima volta, in Italia, trovavo a sinistra qualcosa che non fosse scontato, che non fosse chiuso a riccio nell'ovvio conservativo. Qualcosa che aveva il coraggio di dire davvero che un altro modo di essere a sinistra era possibile anche nella Seconda Repubblica. Onore ad Antonio Polito, prima versione, e ad un quotidiano che era più equilibrato, ma non meno interessante del Foglio di Ferrara, riprendendone lo stile della foliazione che a me piaceva tantissimo.
Dice: sì ma lo leggevate in 4. Possibile. Ma eravamo una comunità, pure una comunità di diversi forse, ma avanti e avanguardista, che trovava già allora eco sui famosi nuovi media (e adesso riguardo il mio blog sul Cannocchiale che ha passato il milione di visite).
Poi nel tempo le cose sono un po' cambiate. Polito che cedeva al difetto di troppi giornalisti sedotti da loro stessi, Franchi che combatteva una battaglia persa, il ritorno di Polito che coincideva con errori (tali li valuto da lettore) da eccesso d'ambizione e perdita di carattere e infine Macaluso che ha ricombattuto la battaglia già persa.
In ogni caso per quel che posso dire è stata una bella storia. Che avrebbe meritato di continuare. E che forse continuerà nella penna di quelli che con quel giornale si sono formati e cresciuti. Qualcuno già si trova in altre redazioni, altri hanno i numeri per ambire ancora più in alto.
E del resto anche altri che in quel giornale c'hanno scritto solo mandando mail, per certi versi continuano a loro modo la storia di quella comunità: Il (nuovo) Riformista.


politica interna
3 luglio 2008
[Labouratorio n.29] Berlusconiani di Sinistra


Ormai ci siamo convinti che la più sincera forma di opposizione al governo Berlusconi sia quella di farci berlusconiani. Un paradosso? Un gioco di parole? Nient’affatto. Siamo berlusconiani antiberlusconisti. Siamo, in altre parole, elettori convinti che la sinistra può ritrovare se stessa solo stringendo Silvio in un abbraccio mortale e rigeneratore. E lodo Alfano sia.

Un abbraccio che liberi entrambi dalle logiche perverse dello scontro (im)politico centrato sulla figura del Silvio dittatore. Che lasci quest’ultimo misurarsi con il difficile compito di governare un paese che è abbastanza maturo da non temere il regime - almeno non ora e non questo regime narrato dai Travaglio di turno - e sufficientemente consapevole delle difficoltà crescenti per i lavoratori, i piccoli e medi imprenditori, i disoccupati, le famiglie, i giovani e gli anziani. Che costringa la sinistra a tornare a misurarsi con questi stessi problemi, studiando e proponendo ricette diverse e, speriamo, più efficaci, che la preparino a tornare quanto prima al governo in maniera consapevole e non improvvisata come successo l’ultima volta.

Una Liberazione plurima: per Silvio, per la sinistra e per il paese tutto. Una Liberazione che non vogliono coloro che invece dalla rissa sterile hanno da guadagnare, perché altrimenti dovrebbero misurarsi su un terreno che non è loro congeniale: quello del riformismo. Chi siano costoro lo scriviamo tanto per far capire che noi non facciamo come quelli di Repubblica, che tacciono i nomi dei destinatari delle loro accuse; ci riferiamo all’ex pm Antonio Di Pietro e ai girotondanti vari che lo accompagneranno lunedì in una manifestazione che per come si sta mettendo punterà il dito (pulito, ovviamente) anche contro il Quirinale, nel più totale spregio delle istituzioni democratiche.

Antonio Polito ha scritto qualcosa di simile, anche se in maniera più argomentata e meno provocatoria, venerdì scorso in un editoriale sul Riformista che gli è costato la scomunica da parte di quel grande giacobino di Eugenio Scalfari. Noi siamo pronti a ribadire ed estremizzare le ragioni del direttore del quotidiano arancione senza tema di scomuniche, ché tanto non avrebbe senso scomunicare chi si fa vanto della propria eresia.

Siamo berlusconiani di sinistra. Berlusconiani per la sinistra.

15 febbraio 2008
[Tra Labouratorio e il Riformista] Finchè Bordin fa la rassegna i Radicali non moriranno - Intervista a Tommaso Labate

Finchè Bordin fa la rassegna i Radicali non moriranno - Intervista a Tommaso Labate

di Tommaso Ciuffoletti - Lunedì 11 Febbraio 2008 - 317 views

Tommaso Labate

Tommaso Labate ancora non ce l’ha la biografia su Wikipedia, ma è questione di poco e comunque rimediamo subito. Calabrese dal 26 novembre 1979, sagittario ascendente e purtroppo interista. Dall’estate del 1994, nella sua famiglia pidiessina ex pci, sono stati tutti veltroniani, escluso lui. Studia e si laurea alla Luiss con tesi sul caso Moro e di lì a breve arriva al Riformista diretto da Antonio Polito. LEGGI TUTTO »

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